senza titolo

08Lug08

Non ho bisogno di dire a me

riflessa in uno specchio appannato

che oltre quel velo opaco c’è una vita regolare

se esser regolari vuol dire avere un posto

un ruolo riconosciuto dagli altri.

Io non elemosino legittimazione

benevolenza

riconoscimento.

Riconosco una vita spezzata

un fiore reciso

lasciato a seccare.

Riconosco il ritmo cadenzato

del tempo che vive

in frammenti di memoria.


l’attesa

26Mag08

C’è qualcosa di terribile e innaturale

nel nostro sopravvivere

cambiando aspetto

nonostante l’immutabilità del sole e delle stagioni.

Eterno dilemma

che mi percuote dentro

quando guardo me stessa bambina

girare in tondo

più piccola della mia piccola bici

dove ancora oggi

passati decenni come candele consunte

calpesto lo stesso suolo

e accarezzo le stesse fronde.

C’è qualcosa di innaturale

di profondamente perverso

nella vita che vede scorrere la vita

assistendo

muta

allo spettacolo dell’attesa.


anima ferita

16Mag08

La mia vita è una città dopo la guerra

case distrutte

macerie fumanti

corpi e futuro inceneriti.

La mia vita è un campo di croci bianche

una per ogni speranza

per ogni amore bruciato

alla luce abbacinante

di una bomba esplosa.


Ho rivisto il mare

-miracolo probabile-

io

vittima del dare tutto per scontato.

Ho toccato il mare

fresca trasparenza

mare di sempre

mare di mai

mare sognato per due che erano uno

mare di mani che non si sfioreranno più.

Lo guardo

si increspa sotto il sole

pare mi parli

mi dica che gli assomiglio

stessa indifferenza

stessa faticosa dignità.


Provo a comunicare

tu non comunichi

lui comunica ma non serve a niente.

Giriamo su questa giostra assurda

ci guardiamo in faccia

e non sembriamo diversi

da Biancaneve

dal cavallo bianco

dalla seicento di cartongesso color argento.

Girando per ore ed ore

istupiditi dalla forza centrifuga

che ci tiene incollati al nostro posto

passiamo in rassegna

in ordine di tempo

abbandoni

rivelazioni traumatiche

perdite

storie passeggere.

E ci perdiamo nel progetto

di una costruzione azzardata

sulla nostra anima fragile.




L’importanza che rivesto

ai miei occhi

perchè altri occhi non sono

è toccarmi le mani

il viso

il corpo

per sapere di esserci.

Potrei bastarmi

programmare il mio tempo

per chi chiede

senza aver chiesto mai.

Poi disporre di quel che resta

e regalare resurrezione

all’anima spersa.


Se la vita che gli altri

cuciono pazienti

è uno due tre marciare

io destrutturo e scompongo

plasmo come son capace

una massa amorfa

di morbide incertezze.


in incognito

08Mar08

Coniugare il verbo mediare

declinare l’armonia in tutte le forme possibili

ma reali no

non è reale quello che ho costruito

paziente e ostinata

sulla facciata di me stessa

quella esposta alle intemperie

agli sguardi della gente che scruta curiosa e non vede

ed io non voglio che veda

che beva e divori

le trame allargate della mia anima

pasto ambito

cibo per cannibali stupidamente voraci

affamati del sangue degli altri

per nutrire la propria cattiveria

e l’ignoranza

e la capacità malvagia di disperdere le emozioni altrui

come coriandoli a carnevale

magari presi e ripresi

sporcati dalla polvere e dall’insolenza inconsapevole

di scarpe e tramestii.


Gli occhi

errabondi

versano uno sguardo indifferente

su un vortice di schiuma

mentre la pasta si arrende al suo destino.

L’assenza di pensieri

di pensieri che abbiano senso logico

è una culla che dondola piano

ovatta tiepida che avvolge.

E tu mi chiedi

garrula

se voglio vedere un film

uscire

sorridere

spargere parole inutili.


terra bruciata

25Feb08

E l’idea improvvisa
salutata con gioia
attecchisce nel cuore
chè la testa è in guerra
e l’amore si arruola volontario
“non lascio niente dietro di me”
e si batte con coraggio
e combatte con ardore
sperimenta mediazioni impossibili
tributo ad un’ipotesi
malmenata maltrattata violentata
di futuro.




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